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Minutes from "Philosophy of Language Research Seminar - F. Recanati: Literalism and Contextualism: Some Varieties"

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12 May 2009
Europe/Rome
Minutes for:

Philosophy of Language Research Seminar - F. Recanati: Literalism and Contextualism: Some Varieties from 6 May 2009 - 15:00 to 6 May 2009 - 18:00

Attendees

Introduce l'articolo Michele Palmira.
Tema del presente saggio è il dibattito tra Letteralismo e Contestualismo: obiettivo di Reacanati non è sostenere una posizione individuale all'interno del dibattito , ma analizzarne il carattere.
Il testo è suddiviso in cinque sezioni:
sez. 1: sviluppo storico del Letteralismo;
sez 2: processi top- down e bottom-up;
sez.3 : sull' ineliminatività dei processi top-down;
sez. 4: risposte Letteraliste alla sfida contestualista;
sez 5: confronto tra le posizioni contestualiste “Wrong Format View” e “Meaning Eliminativism”
Sezione 1
Qui si mette in evidenza come il problema della sensitività contestuale ( indexicality) abbia sollevato problemi al Letteralismo . Il Letteralismo è la posizione secondo la quale possiamo attribuire contenuto vero-condizionale agli enunciati, indipendentemente dall'atto linguistico che essi realizzano. Vengono menzionate varie versioni del Letteralismo:
a) Proto-Letteralismo;
b) Eternalismo;
c) Convenzionalismo;
d) Minimalismo.
AB solleva solleva la questione del contrasto tra Letteralismo e Contestualismo affermando che la discussione tra L. e C. in realtà si focalizza non su ciò a cui possiamo attribuire il valore di verità, ma su cosa determina il valore di verità.
MP risponde che in effetti Recanati pur dichiarando che l' intento è indagare su questo aspetto, si concentra in realtà su altre questioni e cioè se per il Letteralismo è accettato il fenomeno dell'indicalità (?) .
SM afferma che il problema sembra connesso con l'analisi di Pedrelli relativa alla distinzione enunciati tipo-token.
AB ritiene che ciò che sembra essere alla base dell'analisi di Recanati rispetto al Letteralismo è che nel costruire una semantica per gli indicali non debba esserci interesse alle vagaries of pragmatics. Ma l'idea di considerare enunciati tipo è solo letteralista, non può essere contestualista. Solo se si scelgono come portatori di verità gli utterances si può costruire un confronto tra L. e C. Il dibattito quindi dovrebbe essere tra la scelta dell'enunciato tipo o quella per il proferimento
SM osserva che, infatti, il dibattito non si articola su questo punto . Un confronto rimane possibile anche se ci si concentra solo sul proferimento.
MP riprende la presentazione della sezione 1. Osserva che se il Proto-Letteralismo viene da R. identificato con Frege, come lui stesso dice, questo sembrerebbe un errore. Frege in “Der Gedanke” affronta anche il tema degli indicali.
a) Proto- Letteralismo . E' la posizione secondo la quale l'indicalità è un difetto del linguaggio naturale
b) Eternalismo. E' la posizione secondo la quale l'indicalità è eliminabile su base semantica. Viene citato l'Eternalization Principle
AB sostiene che Frege in “Der Gedanke” sia eliminativista
SM ritiene che l'Eternalismo non sia in accordo con l'Eternalization Principle e mette a confronto, rispetto all'eternalismo, la posizione di Recanati ( un enunciato tipo esprime sempre la stessa proposizione ) con la posizione di Richard ( compatibile con l'idea che due token dello stesso enunciato tipo esprimano v.di v. diversi ).
c) Convenzionalismo. E' la posizione secondo la quale le condizioni di verità di un enunciato sono fissate dalle regole del linguaggio indipendentemente da considerazioni di carattere pragmatico.
AB sostiene che D. Kaplan rientri in questa versione del Letteralismo
d) Minimalismo. Secondo il M. il riferimento all' intenzione ( speaker's meaning) del parlante, nel determinare il contenuto vero-condizionale, è regolato da convenzioni linguistiche e tali che questo riferimento è possibile quando, all'interno del significato dell'enunciato tipo, c'è uno “slot” che deve essere colmato in modo pragmatico.
Esistono due opzioni per il Minimalismo:
-un processo bottom- up che consiste nel rianalizzare l'enunciato e nel porre una “free location variable” nella forma logica dell'enunciato;
-un processo top-down che consiste nel tracciare una distinzione tra il contenuto semantico dell'enunciato e il contenuto realmente espresso. Questa opzione consente ai processi pragmatici di incidere sull'interpretazione di un proferimento al livello delle condizioni di verità.
La Syncretic View è la posizione che riconosce i processi top- down e l'idea che tutti i processi pragmatici sono semantici.
SM. All'interno della Syncretic View si collocano Cappelen e Lepore. Essi individuano nella proposizione minimale un nucleo irriducibile mediante il quale è possibile la comprensione.
AB osserva come sia peculiare il fatto che Recanati consideri Stanley più vicino al Letteralismo di Cappelen e Lepore
MP risponde che C e L. inseriscono anche le intenzioni del parlante nella loro analisi degli indicali, a differenza di Stanley.
Seguono altre considerazioni
Sezione 2
La sezione si articola principalmente sulla distinzione tra processi bottom -up (autorizzati dal minimalismo, cioè linguistici) e top -down ( non autorizzati linguisticamente).
Emergono due posizioni al confine tra Letteralismo e Contestualismo.
Recanati si sofferma dapprima sull'analisi di Stanley, in seguito passa a considerazioni sulla Syncretic View che viene identificata come la posizione di Soames secondo la quale è possibile distinguere un livello del contenuto dell'enunciato (enunciato minimale) e un livello del contenuto intuitivo del proferimento che può essere “enriched” mediante “free enrichement”.
Vengono dunque presi in considerazione due tipi di procedure top-down. Recanati chiama questa famiglia di processi “Modulazione” :
- il free enrichment ;
- il transfer del predicato.
Si procede con la presentazione del testo:
Quasi contestualismo. Come la Syncretic View riconosce una proposizione minima, ma non la ritiene utile .
Vengono presi in considerazione vari esempi (esempio del leone).
Sezione 3
L'interesse di R. si sposta sulla questione relativa a come funziona il processo di modulazione. Sembra necessario autorizzare processi pragmatici top- down
Seguono esempi :
1) “John odia il piano”. Qui l'incompletezzza è dovuta al fatto che non sappiamo come intendere “odia”. Occorre una procedura di arricchimento (enrichment).
AB ritiene discutibile l'esempio fornito poiché è possibile che l'enunciato assuma un v. di v. comunque, al di là di ogni modulazione. Dunque esempio è compatibile con l'idea che la modulazione sia non necessaria, ma opzionale.
FF. obietta che c'è tuttavia una differenza tra comprendere le condizioni di verità e attribuirle
2) “Cut the sun” (tratto da Searle). Qui non si può prescindere da assunzioni di sfondo. Il processo di modulazione sembra ineliminabile
Sezione 4
Si prende in esame l'obiezione di E. Borg ijn base alla quale non c'è ragione di negare le condizioni di verità a enunciati come “cut the sun”. Questo diverrebbe, infatti, necessario solo quando identifichiamo l'essere in grado di attribuire le condizioni di verità con l'essere in possesso di un metodo di verificazione. L'accusa mossa al contestualismo è di essere verificazionista.
La risposta di R. è che la semantica delle condizioni di verità presuppone che attraverso la verità mettiamo le parole in relazione col mondo e cita il progetto davidsoniano
EO e AB ritengono che l'esempio sia debole.
Sezione 5
Vengono messe a confronto due versioni radicali del contestualismo:
1) la Wrong Format View
2) il Meaning Eliminativism

1. Per la WF la modulazione interessa non solo il processo di composizione semantica, ma anche i significati delle parole individuali. Se i processi top down sono dunque obbligatori per la Pragmatic View, qui sono addirittura richiesti a livello dei singoli termini. Alla base di questa versione del Contestualismo si trova l'idea che ciò che vi è di grammaticale nelle parole deve essere abbandonato a favore degli usi precedenti.
2: Per il ME la grammatica è arbitraria. Le condizioni di applicazione delle parole sono contestualmente determinate . I significati dei termini non sono associati a condizioni astratte di applicazione, ma ad applicazioni particolari
Conclusione
Obiettivo del saggio: argomentare a favore o meno della proposizione minimale come portatrice del valore di verità.
La posizione finale di Recanati sembra essere quella di considerare come portatore del valore di verità il proferimento.
 
 
 

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